Adam Vaccaro- Associazione Milanocosa -Milan, Italy 2013

ORGANIZER: Adam Vaccaro
ORGANIZATION: Associazione Milanocosa
CONTACT: adam.vaccaro@tiscali.it

28 SEPT. 2013
100 THOUSAND POETS & MUSICIANS for CHANGE 2013

Invitiamo a partecipare alla

Maratona di Arte, Musica e Poesia
Organizzata da
Associazione Culturale Milanocosa
a cura di Adam Vaccaro

28 settembre 2013 – dalle ore 17 alle 20

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Una proposta che si rivolge non solo ai poeti e a tutti coloro che praticano una forma di Arte, ma anche a chi opera in qualsiasi ambito umano e culturale, e che lo viva interconnesso con i gravi problemi che il mondo sta affrontando: guerre, ignobile distribuzione delle ricchezze, sfruttamento insensato delle risorse della Terra.
Linguaggi, visioni e segni diversi a confronto e in rapporto a tali problemi.

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La manifestazione di quest’anno si svolgerà allo:

Spazio ScopriCoop di Via Arona 15/7 (1° piano), Milano

Readings, Performances e Mostre

Hanno aderito e saranno presenti con voci, testi e opere:

Guaman Allende, Cristina Annino, Leopoldo Attolico, Claudia Azzola, Maurizio Baldini, Mariella Bettarini, Donatella Bianchi, Rinaldo Caddeo, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Gabriella Colletti, Enrico Comi, Antonio De Marchi-Gherini, Alfredo de Palchi,
Annamaria De Pietro, Milton Fernandez, Mavi Ferrando, Alberto Figliolia, Gilberto Finzi, Nicola Frangione, Fabio Franzin, Barbara Gabotto, Angelo Gaccione, Giacomo Guidetti, Maria Jatosti, Gabriella Maleti, Michele Montorfano, Alberto Mori, Alessandra Paganardi,
Angela Passarello, Pina Piccolo, Marta Rodini, Ottavio Rossani,
Vito Russo, Adam Vaccaro, Aky Vetere.
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Con esposizione di opere di:
Maurizio Baldini, Donatella Bianchi, Mavi Ferrando

Letture degli attori:
Roberto Carusi, Francesco Orlando

Ed esecuzioni musicali del duo Poemus
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Con la collaborazione all’organizzazione di:
Claudia Azzola, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo,
Barbara Gabotto, Giacomo Guidetti
E di

Associazione Culturale Milanocosa – c/o Adam Vaccaro, Via Lambro 1 – 20090 Trezzano S/N
T. +39 02 93889474; +39 347 7104584 – E-mail: info@milanocosa.it; adam.vaccaro@tiscali.it

Nel ringraziare la sede che ci ha ospitato e tutti gli aderenti, in particolare tutti i presenti – autori, artisti, attori e pubblico – che hanno contribuito a dare vita alla ricca manifestazione del 28 settembre allo Spazio ScopriCoop di Milano, seguono notazioni di avvio, immagini fotografiche, una sintesi video e testi poetici degli autori che hanno aderito.
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Condivisioni e indifferenze

Notazioni in avvio della II Maratona del 28 settembre 2013 allo Spazio ScopriCoop di Milano, manifestazione collegata con 100 Thousand Poets for Change.

Adam Vaccaro

Queste notazioni si ricollegano a quelle che feci in avvio della Maratona dello scorso anno, nello stesso intento di sottolineare qualche tratto del viaggio di sensi, di pensiero e di eros, che si svolge tra Poesia e Esistenza, “in direzione dell’esistenza”, come diceva Antonio Porta.

Tale tensione è, in altri termini, tensione alla totalità, lievito del bisogno di relazioni gioiose (Spinoza) tra parte e totalità della vita. Che non possono esserci senza comunicazione, col senso di condivisione e capacità di mettere in comune. Operazione intesa perciò della massima complessità (“non è un piroscafo di linea”, dice ancora Porta), che nulla ha a che fare con i “messaggi arresi al senso comune del comunicare piatto” (Niva Lorenzini) della prassi quotidiana. Che spesso genera più scie di travisamenti e miraggi che non quel senso cercato di comprensione profonda e presenza, dentro noi stessi e nel mondo. Parafrasando Platone (che nel Timeo definisce il tempo “immagine mobile dell’eternità”) è nella fortuna di tali momenti che sentiamo di vivere attimi di infinito, che ci cambiano e (r)esistono in quanto generati da relazioni amorose nel senso più alto e ampio, che coinvolgono parte affettiva e razionale e fanno sentire adiacenza e non distanza alienata tra i soggetti.

La tensione a esserci qui e ora è la scommessa più difficile nella realtà attuale, inondata com’è da un mare di messaggi apparentemente chiari ma falsi provenienti dal sistema dei poteri e da gran parte dei media. Il prodotto è una distruzione di senso (umano), che chiede con ciò all’Arte e alla Poesia reinvenzioni inattuali, che tendano a re-istituire il senso negato, nel paradosso di un progetto ignoto. Tale peraltro per qualunque ricerca – filosofica, politica, economica ecc. – che voglia esercitare azione critica verso i dettami ideologici dell’esistente, se è vero che “L’orizzonte sociale è connaturato all’atto critico” (Romano Luperini).

Questa serie di osservazioni (ricorrenti nei miei scritti critici) spingono a rilevare che non solo la classe dirigente nazionale (politica e no), spesso così distante e indegna, ma anche gran parte di coloro che operano nei vari ambiti della Cultura, non riescano a testimoniare una risposta adeguata alla crescente deriva decadente dell’Occidente in genere, e in particolare dell’Italia.

Rispetto a tale deriva cerchiamo scritture coinvolgenti, estranee sia a una autoreferenziale illeggibilità, sia all’illusione della semplicità (le due rive prevalenti delle scritture contemporanee). Per questo, da parte mia ho parlato di Terza riva, capace di coniugare complessità e transitività.

Beninteso, ciò non vuol dire inventare forme di “‘politicizzazione dell’arte’”, contrapposte alla “estetizzazione della politica” (Benjamin), vedi le statue di cera di molti politici; e non vuol dire nemmeno riproporre le inutili dispute nominalistiche dei poeti su poesia pura o poesia tout-court (le forme poetiche sono sempre state tante, come del resto quelle della musica e di ogni arte) e poesia civile o impegnata. Ciò che sto dicendo credo indichi chiaramente altro. C’è un vuoto di “progettazione alternativa” (Francesco Leonetti) e in tale vuoto possono agire tutti i linguaggi, compresi quelli creativi, con la libertà e i caratteri che gli sono propri, purché i soggetti che li utilizzano incarnino profondamente quel bisogno. Il problema sta qui: chi incarna una necessità è liberamente incatenato ad essa e alla ricerca dei modi di darle forme e altra vita.

Ora, non c’è dubbio che tutti stiamo al mondo, ma c’è modo e modo. C’è chi è concentrato sul proprio ombelico e chi pensa di andare oltre la propria casa-identità, tendendo a inglobare in essa il Resto. Per chi fa arte, poesia, questo vuol dire fare dei propri segni materia di tale tensione che è di conoscenza, impossibile senza eros e amore, nemici di indifferenza e separatezze. Il che implica per me che, al di là del sogno utopico di (contribuire a) cambiare il mondo, è vitale per i propri segni il (bi)sogno di una polis che non smetta di volersi elevare all’umano.

È il senso delle tematiche poste da questa iniziativa internazionale, che abbiamo condiviso, partendo da un atteggiamento di umiltà quale quello dell’insegnamento socratico: io so di non sapere – opposto alle dominanti arroganze o hybris secolari contro la natura e altri esseri umani.

È un atteggiamento conscio delle difficoltà e della necessità dura di imparare da ciò che succede. Tutti i sogni e le resistenze del senso umano devono ripartire sempre di ciò che accade, che oggi vede una distruzione crescente degli equilibri auspicabili, nell’utilizzo delle risorse naturali, nei diritti dei più, e nella distribuzione ignobile della ricchezza, per cui il 10% della popolazione ne possiede il 70%, legittimato da un sistema socio-economico che si dice democratico.

È una realtà sociale che sta producendo violenze economiche contro aree, paesi e settori sociali, rispetto alle quali la sinistra storica è stata corresponsabile negli ultimi decenni della gestione di scelte coperte da una ideologia di libertà, che distrugge relazioni, discrimina, disgrega e aliena, territori e persone e, non da ultimo come già accennato, il senso umano del lavoro per un arricchimento non solo materiale di tutti.

Ora, la distruzione del senso umano passa dalla distruzione del senso di tante parole, in particolare di quelle che sono nodi fondanti le categorie mentali costituenti la nostra identità, come individuato da Kant e poi approfondito nel ‘900 dalla Metodologia Operativa e dalle scienze cognitive in genere. Nodi che sono al centro del poièin, della poesia nel senso più ampio, del fare di ogni azione creativa.

Vale forse la pena, in proposito e in chiusura di queste notazioni, ricordare alcune delle parole che nell’arco degli ultimi anni sono state completamente stravolte o dimenticate o perdute nei loro sensi originari, profondi e quotidiani.

Anche con qualche sorriso, ricordiamo che solo alcuni decenni fa parole come “cellulare” o “escort”, riguardavano, la prima, le camionette della polizia, la seconda, un modello di auto della Ford. Solo qualche decennio fa, sintagmi come “giustizia sociale” avevano un senso che oggi è pressoché cancellato.

Oggi campeggia la parola libertà, declinata dall’ideologia dominante del neoliberismo e rivendicata dai potenti di turno, come copertura e diritto di farsi gli affari propri. Così anche, a seguire, parole come verità, equità, responsabilità, stabilità, tutte declamate per renderci supini, immobili, quasi morti, mentre viene detto il contrario e chi non ha potere impari!

E potremmo proseguire con tante altre parole che scorrono spesso sulle bocche aperte negli schermi televisivi o scritte su giornali al servizio di questo o quello. Come ad esempio rivendicare innocenza, anche se condannati e per la legge si è delinquenti ma…fa niente! Non insistiamo, altrimenti è una persecuzione!

Pensiamo piuttosto alla coesione (nazionale), alla Costituzione! Pensiamo alla ripresa, perché vediamo la luce in fondo al tunnel! Crescita, ci vuole crescita, che richiede una grande intesa, per cui ci vuole un tavolo, dentro il Palazzo, circondato da un codazzo e perenne mucchio selvaggio di microfoni …

Ma occorre rispetto, e non facili ironie, per Saggi e paggi e Tv che dicono, non dicono, ci dica ci dica ma non mi dica?! Certo! Liberismo! Certo! Che altro? Non c’è altro pensiero, pardon, altra ideologia!

Poesieper100ThousandsPoets 2


Avvio presentazione

Angelo Gaccione
Annamaria De Pietro
Alberto Mori
Angela Passarello
Adam Vaccaro
Adam vaccaro con Donatella Bianchi e Elisabetta Sperandio
Duo Poemus
Gabriella Colletti
Gilberto Finzi
Giacomo Guidetti
Milton Fernandez
Michele Montorfano
Marta Rodini
Nicola Frangione
Ottavio Rossani
Opere Donatella Bianchi, Mavi Ferrando, Maurizio Baldini
Opere di Maurizio Baldini
S.Ceruti legge A.Figliolia
Vincenzo Russo
Scorci dal pubblico

E’ stato completato il post-resoconto della manifestazione del 28 settembre, compreso il link a una sintesi video della serata, vedi a

http://www.milanocosa.it/eventi-milanocosa/testi-e-immagini-della-maratona-del-2013

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